Il processo di quotazione di un token su una piattaforma di scambio di criptovalute CEX, (acronimo di “Cryptocurrency Exchange”) è un processo complesso e può variare da una piattaforma all’altra. Tuttavia, in questo articolo, fornirò una panoramica generale di come solitamente funziona il processo di quotazione di un token su una CEX.

– Capitalizzazione di mercato?

Se rappresentiamo la capitalizzazione di un token/coin come se fosse un vaso che contiene acqua, maggiore sarà la sua capitalizzazione, superiore sarà la sua grandezza e, di conseguenza, maggiore sarà la quantità di “acqua” (liquidità) necessaria per farlo aumentare o diminuire di prezzo. Ciò significa che la capitalizzazione rappresenta la volatilità e quindi “il rischio” di un asset d’investimento.

– Token in circolazione (Circulating Supply)?

La quantità di token in circolazione è fondamentale per capire quanti sono i token in circolazione rispetto alla total supply. In questo modo possiamo calcolare quanta potrebbe essere la percentuale di token dumpabili a mercato in caso di notizie negative.

– L’offerta di token è inflazionistica, costante o deflazionistica?

Saper distinguere tra queste tre tipologie di immissione del token a mercato è importante per capire se l’offerta sarà rispettivamente superiore alla precedente (inflazionistica), uguale (costante) o inferiore (deflazionistica). Comprenderemo quindi quanto aumenterà o non aumenterà l’offerta e, in funzione di questa, in che modo cambierà di conseguenza la legge della domanda e dell’offerta alla base del calcolo del suo prezzo.

– Dove è possibile acquistare il token?

Sapere in quale mercato è acquistabile un token è essenziale per intendere se questo è facilmente accessibile al pubblico. Per il grande pubblico è molto importante che un token sia facilmente acquistabile senza dover utilizzare dei wallet/DEX o blockchain esotiche.

– Perché il token è disponibile su questi specifici DEX o CEX?

Comprendere la motivazione di listing in un determinato DEX potrebbe farci capire se ci sono degli accordi specifici tra il protocollo che emette il token e il DEX in questione. Inoltre, potremmo ragionare sull’eventuale arrivo di programmi di liquidity mining che ne incentivano il farming.
Conoscere le motivazioni di listing in un CEX potrebbe rendere il token molto più interessante per il mercato, che avrebbe quindi un luogo user-friendly e ricco di volumi per acquistarlo, consentendo anche a entità più grandi di posizionarsi (il che potrebbe essere positivo come no).

– Solidità della liquidità di questi scambi per il token?

Sapere quanto circolante della moneta (liquidità) è immesso nel mercato è di primaria importanza, perché ci permette di conoscere la profondità di scambio di un asset su di un order book. Avere a disposizione uno pool con molta liquidità rende invece tutto molto meno volatile e tende a ridurre le commissioni nascoste.

– Saper il volume di trading del token su questi scambi?

I volumi di scambio sono un aspetto importantissimo da considerare quando vogliamo acquistare o vendere un asset. Possiamo rappresentare i volumi di scambio come un grande tiro alla fune, dove a sinistra si trovano gli orsi e a destra i tori. Maggiore sarà la quantità di volumi, superiore sarà il numero o la grandezza di queste bestie. Di conseguenza, se i volumi di una coppia di scambio fossero bassi, un orso o un toro molto grande potrebbero fare la differenza sui movimenti di prezzo di tale asset.

– Chi sono i principali fornitori di liquidità ?

Questo è un aspetto basilare che ci fa capire se corriamo il rischio di rug pull. Per rendere chiaro questo pericolo, ricorrerò a un esempio. Ipotizziamo che il creatore di una moneta X detenga l’80% della supply nel wallet, utilizzi il 10% in un pool LP di PancakeSwap X/ETH LP e abbia venduto in precedenza tramite una ICO il 10% dei token a mercato.
In questo caso, egli è sia il più grande holder della coin che il fornitore della liquidità all’interno del pool del DEX, nonché il market maker, avendo quindi tutte le armi dalla parte del manico per poter sfruttare la situazione a suo vantaggio.
A questo punto, lo scammer in questione dovrà aspettare che qualcuno gli faccia da controparte nel pool di PancakeSwap, o aggiunga liquidità. Fatto ciò, egli potrà dumpare (vendere) i token, o peggio drenare (rimuovere) tutta la parte “buona” di liquidità (ETH) dal pool che ha generato, scambiandola con le sue monete inutili.

– Il team trae vantaggio dall’aumento del valore del token?

Seguendo le domande di prima dobbiamo capire se il team ha modo di vendere a mercato i token detenuti in caso di forte salita di prezzo, o se invece guadagna dal semplice farming dallo staking del token.

– Il progetto può funzionare senza un token?

Domanda chiave in cui gran parte delle volte la risposta è “sì!”. Penso che il 90% dei progetti cripto non necessiti realmente di un token, ma che questo sia fatto per finanziarsi e per guadagnare in fretta, rischiando così di accorciare di molto la vita e lo sviluppo del protocollo stesso.

“Partiamo sempre da alcune domande fondamentali sul progetto e proseguiamo con quelle più complesse”

Lancio del token

Con questa tipologia di domande andiamo a risolvere dubbi in merito alla prima e più importante fase di vita di ogni token: il lancio. Questo può avvenire su diverse chain, differenti DEX/CEX e secondo varie modalità come ICO, IDO, IEO, seed rounds ecc.. Una cosa è certa: il metodo con cui il team gestisce questa delicata fase deciderà il destino del progetto, del token e ci farà capire le intenzioni di chi c’è dietro.

– Perché è stata scelta questa particolare blockchain per il lancio del token?

Comprendere le motivazioni che legano il token e la chain su cui è lanciato può dirci molto a proposito del protocollo stesso o di possibili accordi tra il team e la blockchain. A volte un protocollo ha “l’esclusiva” su di una chain e quindi beneficerà di maggiori incentivi da parte della stessa, visto che l’applicazione porterà traffico (transazioni) al network.

– La catena scelta è stata determinata per la sua sicurezza, velocità o interoperabilità?

Si accoda alla risposta precedente riguardo alle caratteristiche del protocollo. Se ad esempio stiamo analizzando un progetto di web3 gaming, sarà prioritaria la velocità e non tanto la sicurezza. Se invece stiamo analizzando un protocollo di DeFi Primitive, che consente quindi di creare della lego DeFi utilizzabile da altri protocolli, è importantissimo che sia su una chain interoperabile o con tanti altri protocolli al suo interno. Infine, se invece è un progetto DeFi che punta a raccogliere molti capitali, l’accento dovrà essere sulla sicurezza.

– Qual era l’età del progetto al momento del lancio del token?

Il tempo è quasi sempre un indicatore di sicurezza. Anche per questo, i progetti che a oggi si trovano in cima alle classifiche per TVL sono nati per primi nella DeFi.
A parità di TVL, e soprattutto di audit, è preferibile scegliere un progetto con più storico alle spalle, perché questo denoterà un più lungo periodo passato senza exploit, maturità del progetto e costanza nel team.

– Quale metodo è stato utilizzato per il lancio del token?

Capire il metodo che il team ha utilizzato per il lancio iniziale del token è essenziale per comprendere chi sono gli attori in gioco, a che prezzo hanno acquistato, se hanno dei vincoli e quando scadono.
Se il team ha scelto un metodo di lancio che non sembra molto corretto/onesto significa che non ha interesse ad agire per il lungo periodo. In questo caso, il progetto non merita né i nostri capitali né il nostro tempo; sapete come si dice: il mare è pieno di pesci.

5 – Quanto capitale ha raccolto il progetto mediante il lancio del token?

Analizzare quanto capitale ha raccolto il token durante il lancio può farci intuire l’aspettativa del mercato sull’asset per l’immediato futuro, la presenza di VC e, soprattutto, se il suo prezzo è “corretto” rispetto al TVL raccolto dal protocollo alla sua base.

– Come influisce la percentuale di offerta iniziale scelta sulle emissioni future e sulla diluizione per i detentori di token?

Questo discorso l’abbiamo già affrontato in precedenza quando abbiamo analizzato il rapporto tra circulating supply e total/max supply.
È molto importante capire quanto circolante dovrà essere rilasciato, quando e come risponderà il mercato a tale distriuzione, altrimenti potremmo avere un ottimo progetto per le mani, entrando però in un pessimo momento. Di frequente, nonostante ci siano delle realtà davvero interessanti, preferisco aspettare che la loro inflazione/rilascio di token tramite vesting cali un po’ prima di investirci.

“Il lancio del token è un momento delicato da studiare nel dettaglio”

Fornitura del token

Per fornitura intendiamo la quantità di token che saranno venduti, chi sono i maggiori detentori e quali vincoli hanno. Un token completamente libero e senza vincoli avrà molto probabilmente una vita molto più caotica (e un prezzo molto più volatile) rispetto a uno con dei vincoli temporali che rendano impossibile una forte selling pressure da parte del team e, soprattutto, degli investitori.

– Quali fattori influenzano la pressione di vendita del token?

La somma delle motivazioni di vendita crea una pressione che potrebbe schiacciare il prezzo del token verso il basso. Un esempio potrebbe essere l’uscita di un nuovo protocollo superiore al precedente; l’investitore che detiene molti asset e non ha vincoli potrebbe vendere quanto più possibile a mercato per ottenere un guadagno e acquistare l’altro asset.

– Di quanto si prevede che aumenterà l’offerta di token in futuro?

Un aumento significativo della supply nel futuro determina una diluizione del potere della moneta; ne abbiamo già parlato nella domanda 8 della sezione “lancio del token”

– Chi sono i detentori di token?

Sapere chi sono gli holder del token potrebbe farci capire i loro prezzi d’ingresso, i vincoli e soprattutto come si comporteranno durante le fasi di sblocco. Se essi dovessero vendere buona parte dei token potrebbe significare che non credono nel medio/breve periodo del protocollo; dall’altra parte, se non dovessero vendere nulla, ciò potrebbe indicare fiducia nelle proprie risorse.

– Quale percentuale dell’offerta è controllata dai primi dieci indirizzi?

Un’estrema centralizzazione dell’offerta in poche mani potrebbe essere rischiosa se non ci sono vincoli o motivazioni valide che giustificano questa situazione. Vi consiglio di sfruttare applicazioni come CoinMarketcapCoinGecko o, per i più esperti, explorer come i vari scan per analizzare e capire chi sono i maggiori holder.

– Quanta parte del token è detenuta dalla comunità?

È sempre importante sapere chi sono i detentori di questi token: investitori, team/foundation e community.
Rispettivamente, la prima tipologia ha una buona possibilità di vendere i token alla prima occasione. In base alla risposta che avrà la seconda tipologia durante eventuali periodi di sblocco, capiremo le sue intenzioni. A seconda della risposta della terza tipologia, sapremo quanto è realmente forte un progetto e come potrà performare in futuro. Ricorda: senza una community, un progetto non ha senso di esistere e avrà vita breve.

– La distribuzione del token è equa?

L’equità della distribuzione del token può essere trovata con l’analisi dei primi 100 o 10 wallet che la detengono. Si tratta di un aspetto fondamentale per valutare se tutti gli attori in gioco (team, VC, investitori privati, retail investor e community ) abbiano più o meno le stesse possibilità di guadagno da un suo aumento di valore nel futuro.

– È possibile trarre profitto dalle emissioni tramite staking o fornitura di liquidità?

Nelle fasi di grossi sblocchi di liquidità, il mercato subisce dei brevi momenti di estrema pressione di vendita che provocano un dump. Se pensiamo che il progetto possa avere delle potenzialità nel medio-lungo periodo, potremmo sfruttare queste situazioni per comprare il token o per raccogliere parte delle fee di questi scambi.

– Qual è il motivo principale per cui le persone acquistano questo token?

Comprendere la motivazione che determina la domanda su di un token è il primo punto che ci permette di capire la narrativa che si porta dietro, nonché le motivazioni per cui il prezzo di questo asset dovrebbe salire in futuro. Ecco una serie di altre domande che potremmo farci per valutare le principali motivazioni di domanda da parte del mercato:

Sta offrendo dei buoni rendimenti ai suoi shareholder?

  • Sono sostenibili? Di quanto si tratta?
  • Quanti sono questi rendimenti?
  • Quanto variano in funzione del TVL (Revenue/TVL)?

Offre dei buoni rendimenti con il farming in DeFi?

  • Quali sono le motivazioni di questo farming?
  • Ci sono dei programmi di liquidity mining? Quanto offrono e per quanto?
  • Quali sono i protocolli che offrono dei buoni reward?

– C’è una comunità attiva su Twitter?

Il numero di follower è importante perché senza persone che conoscono il progetto questo non avrà una risposta immediata. D’altro canto, maggiore sarà la quantità di persone che conoscono il progetto, minore sarà la possibilità di essere in anticipo rispetto al mercato.

– Ci sarà una domanda per questo token in futuro?

Una persona dovrebbe chiedersi:

  • Cosa potrebbe far aumentare la domanda per questo token?
  • Di quanto potrebbe aumentare?
  • Quali sono i compromessi a cui dovrà sottostare il progetto per far aumentare questa domanda?

– Saranno altrettanto attivi tra un mese o un anno?

Cerchiamo sempre di analizzare le scelte del team e capire se stanno agendo per il lungo periodo o per il breve. Se qualcosa non torna, mettiamo queste scelte in discussione anche parlando direttamente col team tramite i canali social diretti come Telegram o Discord. Per questo motivo, sconsiglio di investire in troppi progetti contemporaneamente, pena il rischio di perdere eventuali comunicazioni o sviluppi importanti.

– C’è un incentivo a detenere il token che è guidato dalla teoria dei giochi?

Analizzare la teoria dei giochi alla base di un progetto può farci capire in che fase ci troviamo e se vale quindi la pena holdarlo e farlo rendere o meno.

– È previsto un meccanismo per bloccare i token?

Abbiamo già parlato in precedenza dell’importanza del vesting e dei periodi di blocco. Prestiamo attenzione anche ad altri vincoli che un protocollo può richiedere per ottenere un boost sulle reward da farming, come nel caso di veCRV, o da staking come nel caso di esGMX.

– Il progetto ha un meccanismo di distruzione dei token?

Abbiamo già parlato in precedenza dell’importanza del burn e di creare un meccanismo deflattivo.

“La domanda è un altro fattore fondamentale per ogni coin e token”

Utilità del Token

– Ci si aspetta di detenerlo o usarlo per transazioni/servizi?

Qual è l’utility diretta del token? Gli ETH servono per pagare le commissioni sulla rete Ethereum e le interazioni con smart contract. I token di un exchange consentono di accedere a launchpad, cashback sulla carta o di ridurre le commissioni. Token come veCRV ci permettono di partecipare alle bribe e guadagnare passivamente un rendimento attraverso piattaforme come Hidden Hands o Convex. Comprendere quanto questa utilità possa giovare sul prezzo di n token è fondamentale.

– Il token può essere utilizzato per la governance?

La governance è un’utilità indiretta che potrebbe far beneficiare il prezzo di un determinato token. Probabilmente, per noi investitori retail sapere che i nostri token permettono di votare nella piattaforma X non ha molta utilità; ciò è però importante per whale o altre DAO, così da avere potere sulla governance di un protocollo.
Vi invito ad approfondire le Curve Wars che ci sono dietro al token CRV e anche ciò che è successo al token UNI durante la proposal che lo avrebbe reso compatibile anche su rete BSC. Il “consiglio” da portarsi a casa è: se una cosa non ha utilità per noi, non significa che non l’abbia per gli altri.

– Il token viene utilizzato per garantire la sicurezza del progetto?

Protocolli come Cosmos, Polkadot e Avalanche utilizzano la loro coin nativa non solo per pagare le commissioni sulla chain/hub principale, ma anche come mezzo per mettere in sicurezza la propria blockchain e quelle costruite sopra a essa. Ricordiamoci infatti che le chain che utilizzano la PoS, o validazioni simili, stanno a tutti gli effetti “assicurando” la stabilità e la sicurezza della rete chiedendo ai validatori di “scommettere/stakare” le proprie coin.

– Qual è lo scopo del token?

Con questa domanda andiamo al nocciolo della questione. Cerchiamo gli scopi che ha un token all’interno di un progetto essendo quanto più critici e oggettivi possibile. Se lo scopo del token è solo quello di far arricchire i creatori del progetto, potrebbe riservarci delle pessime sorprese in futuro.

Conclusioni

La gestione della tokenomics è quindi fondamentale per il successo stesso del protocollo alla sua base. Esattamente come avviene nella finanza tradizionale, un’azienda può fallire se mal gestita dai suoi leader, finendo così sul lastrico.

Nel mondo crypto questo discorso è ancora più amplificato perché, oltre a un prodotto realmente utile e funzionante, si deve trovare un sistema per inserire un token che permetta sia al team del progetto di finanziarsi che agli utenti di poterlo utilizzare o trarne un beneficio economico.

Per noi investitori, saper comprendere e analizzare la tokenomics è uno degli aspetti fondamentali, perché altrimenti rischieremmo di valutare solo una delle due facce della medaglia.

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